cosa fare a Galatina
Italia

Galatina: pizzica, arte e miglior pasticciotto

Ci sono almeno tre ragioni per cui dovreste visitare la città di Galatina, nel cuore del Salento. Le sue tradizioni, il pasticciotto e i capolavori artistici che preserva. 

Le leggende sul tarantismo a Galatina

La nascita dei fenomeni di tarantismo è legata proprio a questo territorio. Varie leggende narrano che le donne pizzicate dalla taranta, il velenoso ragno, entravano in uno stato di trance e riuscivano a liberarsi dal veleno solo ballando la pizzica. San Paolo diede ad un galatinese il potere di guarire dal morso della taranta. Tutti i posseduti, si recavano dinanzi l’imponente parrocchia barocca di San Pietro e Paolo, per ballare ed “ottenere la grazia”.

Le tappe del festival itinerante, che attrae sempre più turisti ogni estate, si svolgono nei comuni della Grecìa Salentina. La serata galatinese, però, è forse più suggestiva anche del concertone finale di Melpignano. Quest’ultimo sta in parte perdendo la sua vera anima popolare, in favore di una graduale commercializzazione atta a raggiungere un pubblico sempre più ampio. A Galatina no. La taranta è per veri intenditori, per gente che quella musica ce l’ha nel sangue e si lascia guidare ad occhi chiusi e cuore aperto da quel ritmo.

Galatina e l’origine del pasticciotto salentino

Non tutti sanno che è proprio qui che nacque il pasticciotto, dolce salentino per eccellenza. Dal lontano 1745, il laboratorio Ascalone lo produce e ne tramanda la ricetta di generazione in generazione. Tra le cose da fare a Galatina, assaggiare il vero pasticciotto è senza ombra di dubbio la prima della lista.

Il proprietario della pasticceria cercava di risollevarsi dalle difficoltà economiche in cui riversava la sua attività, ed un giorno, con la pasta e la crema avanzate dalla preparazione di una torta, creò quello che da lui stesso venne definito un piccolo “pasticcio”. Appena sfornato, lo donò ad un passante che ne rimase estasiato, e ne volle molti altri. Da quel momento in poi, Ascalone iniziò a sfornarne in quantità, e crebbero le richieste anche dalle città vicine. Ancora oggi, quando si acquista il dolce nella celebre bottega pasticciera, i proprietari sono soliti fornire varie raccomandazioni per assicurarsi che il consumo del pasticciotto avvenga in maniera tale da non danneggiarne l’originaria consistenza: consigliano accuratezza durante il trasporto, di tirar fuori il vassoio incartato dalla busta di plastica se i dolci sono stati appena sfornati.

Il pasticciotto di Ascalone oggi

Fino a qualche tempo fa, i titolari della pasticceria proibivano perfino il trasporto dei pasticciotti per lunghi tragitti, temendone un danneggiamento. Oggi sembra che gli Ascalone siano leggermente più flessibili; anche i turisti che vogliano portarsi un dolce pezzo di Salento da consumare a casa propria entro qualche giorno, possono farlo tranquillamente.

I pasticciotti di Ascalone sono a tiratura limitata: non ne vengono prodotti mai più di 100 al giorno, altrimenti il prodotto diverrebbe di massa. Di pasticcierie salentine abili nella produzione del dolce ce ne sono molte, ma chiunque abbia avuto la fortuna di assaggiare quello prodotto dalla storica bottega, afferma che il suo sapore è davvero speciale.

Pare che durante un viaggio nella provincia di Lecce, anche papa Giovanni Paolo II rimase folgorato dalla bontà del pasticciotto “dellu ‘Scalone”.

Ma quali sono i segreti legati alla sua produzione? Friabile pasta frolla cotta al forno, ripiena di crema pasticcera nella sua versione classica, di confetture, o persino di cioccolato nella versione per i più golosi. Da consumare rigorosamente caldo, preferibilmente a colazione, o in qualsivoglia momento della giornata. Gli ingredienti utilizzati sono tutti di provenienza locale: uova, farina, latte e strutto. I salentini ci tengono molto a precisare che il pasticciotto lavorato con burro o con margarina non sarà mai come quello in cui viene utilizzato, come grasso, lo strutto. Inoltre, la cottura deve essere piuttosto rapida: una decina di minuti a circa 220°, nel forno già preriscaldato. Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito il pasticciotto leccese nell’elenco dei prodotti tipici nazionali. Esso rispetta infatti i princìpi dominanti nella cucina salentina: ingredienti genuini che esprimano legami con il territorio.

Chiesa di Santa Caterina: affreschi della scuola giottesca

 Tra i vicoletti bianco latte e le chiare chiese barocche che in essi si sposano alla perfezione, ce n’è una che spicca per diversità, particolarità e bellezza. Esempio lampante di arte gotico-romanica in Puglia, c’è chi dice che per cicli pittorici, in Italia, la Chiesa di Santa Caterina sia seconda solo alla basilica di San Francesco d’Assisi. Al suo interno presenta affreschi della scuola giottesca ben conservati, nonostante i restauri.

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affreschi nella Chiesa di Santa Caterina

Inoltre, la leggenda narra che Raimondello Orsini del Balzo, di ritorno da una crociata, baciando la mano a Santa Caterina per renderle omaggio, le staccò un dito. La reliquia è conservata nella Chiesa.

Oltre ad essere una mini città d’arte, la posizione centrale di Galatina la rende una destinazione perfetta per un soggiorno nel Salento: sia che vogliate visitare i maggiori centri culturali, sia che siate interessati alle più suggestive spiagge dall’acqua cristallina, pernottando a Galatina potrete facilmente raggiungere qualsiasi punto d’interesse.

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One Comment

  • paola

    Qualche estate fa mi sono goduta tutta la Grecia Salentina e la sua “parlata antica”. Le serate nella zona erano sempre piene di feste e allegria, tamburelli e taranta. Un piccolo orgoglio italiano (e greco…)

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