I luoghi del Cuore FAI
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I luoghi del cuore FAI con due classifiche speciali

L’iniziativa

#ItaliaMiManchi. Questo l’hashtag coniato dal Fondo Ambiente appena abbiamo smesso di viaggiare, perfetto anche per dar voce all’edizione 2020 de I Luoghi del Cuore FAI che, ormai da dieci anni, si ripete con successo. L’obiettivo è sempre lo stesso: finanziare il recupero di beni o luoghi ormai dimenticati per offrire loro un futuro, reimmettendoli nei circuiti turistici.

Saranno sempre tre i luoghi vincitori, ossia quelli che verrano finanziati. Al primo classificato spetterà un progetto di recupero dal valore di 50.000 euro, mentre 40.000 e 30.000 spetteranno rispettivamente al secondo e al terzo classificato. Tuttavia, per i luoghi che avranno ricevuto più di 50.000 voti, indipendentemente dalla posizione raggiunta in classifica, è previsto un ulteriore stanziamento di 5.000 euro sulla base di particolari progetti presentati al fondo ambiente.

Tempismo perfetto quello del lancio dell’iniziativa, se vogliamo anche ricco di simbologia, proprio nella settimana della ripartenza. Perché la ripartenza deve passare necessariamente anche per il turismo e per i luoghi di cui si nutre. O meglio, di cui si nutrirà nel futuro prossimo.

Anche quest’anno, saranno i cittadini a votare con un click i loro posti del cuore, quelli che più vorrebbero vedere tutelati. La lista è già stata pubblicata sul sito del FAI nella sezione dedicata a I Luoghi del Cuore, dove se ne potranno aggiungere anche altri. C’è tempo fino al 15 dicembre. Possono votare tutti, ma per ciascun luogo ognuno non potrà esprimere più di un voto.

Quali saranno I Luoghi del Cuore FAI 2020

Ma quali saranno I Luoghi del Cuore che gli italiani potranno salvare? Quest’anno l’iniziativa si arricchisce di due classifiche speciali, dedicate all’Italia sopra i 600 metri, e ai nostri luoghi della salute. Nella prima categoria rientrano tutti i beni ed i luoghi situati nelle aree interne e montane del Paese, logisticamente più svantaggiate, ma che per contro hanno conservato, inevitabilmente intatta tutta la loro essenza. Nella seconda, invece, rientrano gli avamposti storici della salute, la cui importanza la stiamo riscoprendo proprio durante quest’emergenza sanitaria. Dalle terme alle farmacie e ai vecchi padiglioni degli ospedali.

In un momento d’incertezza senza precedenti, in cui nessuno riesce a programmare vacanze imminenti, arrivano delle parole di speranza proprio dal ministro della cultura e del turismo Dario Franceschini: quest’anno le vacanze si faranno, e saranno italiane. Perché l’Italia offre tutto quello che il mondo ha da offrire.

Fa male vedere il Colosseo deserto, così come Pompei, Firenze, Venezia senza turisti. Ma siamo anche certi che quelli saranno i primi luoghi che si riempiranno di nuovo.

C’è bisogno non solo che le vacanze siano italiane, ma anche che siano diverse. Perché dovranno privilegiare quell’Italia meno gettonata, semi nascosta, quei luoghi dietro l’angolo o a pochi Km di auto, lontani dal turismo di massa. E saranno proprio questi i luoghi che dovranno guidare la ripresa del settore.

E il FAI, da anni, con I Luoghi del Cuore, si muove in questa direzione.

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