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Mola della Corte Settecannelle Capodacqua a Fondi

mola della corte settecannelle Capodacqua

La piana di Fondi si estende tra Terracina e Sperlonga, delimitata dal Mar Tirreno, circondata dai Monti Ausoni e dai Monti Aurunci. Un tempo ambiente palustre e salmastro, fu poi oggetto di bonifica. Ai piedi del Monte Cocuruzzo si conserva, però, una piccola zona umida con boschi riparali che prima della bonifica erano il tratto distintivo di quest’area. Perciò, Mola della Corte Settecannelle Capodacqua, venne riconosciuta come Monumento Naturale il 21 giugno 2001 per la varietà di specie presenti con il D.P.G.R. 344, 21.06.01.

Mola della Corte Settecannelle Capodacqua nella storia

All’interno della riserva si trovano un mulino di epoca medievale, il lago Genuardo e la sorgente Settecannelle.

Non si tratta di un lago naturale, ma artificiale.

Le sorgenti presenti nell’area, in tempi lontanissimi causavano un impaludamento della zona, perciò in epoca romana furono eseguiti i primi lavori di contenimento delle acque con opere murarie, le quali favorirono la costituzione dell’attuale laghetto (Lago Genuardo).

Nel corso dei secoli le acque sorgive non solo venivano utilizzate dalle donne fondane per lavare i panni, ma anche per alimentare il mulino.

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Visitare il Monumento Naturale Mola della Corte Settecannelle Capodacqua oggi

L’area protetta è parte del Parco Regionale dei Monti Aurunci ed è visitabile dal lunedì al venerdì tra le 8:30 e le 13, il martedì e il giovedì anche nel pomeriggio dalle 14:30 alle 16:30. L’ingresso è gratuito.

Nel laghetto ci sono isolotti sui quali si sviluppano piccoli boschetti di ontano nero (alnus glutinosa) e frassino meridionale (fraxinus oxycarpa). Sulle sponde, è presente anche una felce ormai rarissima nella pianura pontina dopo le bonifiche.

felce

Tra le specie acquatiche natanti e sommerse sono da rilevare il morso di rana, pianta acquatica con radici fluttuanti, e il poamogeton crispus, pianta idrofita radicante con fusti ramificati. Lungo il canale che porta al mulino, invece, si rinvengono folti popolamenti di falso cìpero (carex pseudocyperus) e la porraccia dei fossi (ludwigia palustris), quest’ultima molto rara.

morso di rana

In primavera, non passa inosservata la fioritura dell’iris delle paludi (o giaggiolo acquatico) con le sue sgargianti sfumature gialle. Questo è, inoltre, il regno dei canneti. Di tanto in tanto emergono cespugli della esotica calla (zantedeschia aethiopica), originaria del Sud Africa, salici, il pioppo nero, noce e fico.

iris giallo

Anche dal punto della vista faunistico il Monumento Naturale Mola della Corte Settecannelle Capodacqua rappresenta un habitat unico: ospita istrici, ricci, faine e volpi; sui rami degli alberi dormono al sicuro l’airone cenerino, il gheppio, l’airone bianco maggiore, il falco di palude e il martin pescatore.

airone cenerino

C’è persino una specie di libellula, la coenagrion mercuriale, considerata in pericolo di estinzione in molti Paesi europei.

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