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Via Francigena nel sud: a piedi da Priverno a Minturno

via francigena nel sud

In occasione dei vent’anni dalla sua nascita, l’Associazione Europea Vie Francigene AEVF ha promosso Road To Rome 2021, una marcia da Canterbury a Santa Maria di Leuca con il nobile scopo di far conoscere il cammino francigeno a tutti e, soprattutto, farlo frequentare. A dispetto del nome dell’evento, l’arrivo a Roma è stato solo un punto di partenza verso le infinite ma meno note bellezze lungo la Via Francigena nel Sud, che si avvia a divenire un itinerario di primaria importanza per lo sviluppo turistico integrato delle regioni meridionali interessate dal cammino. Monumenti, tradizioni e attività gli elementi da valorizzare in un lungo percorso di consapevolezza.

parte del gruppo di camminatori del RtR all’Abbazia di Fossanova

Alla scoperta della Via Francigena nel sud

La Via Francigena del Sud comincia dopo Roma e attraversa Lazio, Campania e Puglia. Io ho avuto il piacere e l’onore di percorrere da ambassador quattro tappe nel sud pontino, tra Priverno e Minturno, insieme ad una delegazione di AEVF, al Gruppo dei Dodici (associazione che promuove la Francigena nel basso Lazio) e ad altri camminatori locali. Si è rivelata un’esperienza fantastica sotto più punti di vista, dalla crescita personale fino alla possibilità di conoscere più a fondo il territorio, e l’opportunità di promuoverlo attraverso un affascinante cammino ultrasecolare.

Ho scoperto che Fondi, con il suo centro storico e la sua gastronomia, è un gioiello agli occhi dei turisti, che a Terracina alta c’è la Chiesa di San Domenico con un rosone identico a quello dell’Abbazia di Fossanova, che Formia può vantare ben dieci siti archeologici e che Minturnae è quel che resta di una città importantissima nell’antica Roma, estesa ben oltre i suoi attuali confini entro il Garigliano.

La Via Francigena del Sud è anche una continua scoperta culinaria, una terra fertile ricca di prodotti genuini e piena di sapienti mani in grado di rendere ogni cosa un vero capolavoro.

L’accoglienza calorosa ai camminatori è ciò che ha accomunato l’arrivo ad ogni tappa: sta crescendo tra le amministrazioni locali la consapevolezza che la valorizzazione della Via Francigena è ciò che fa bene al territorio.

Di seguito il dettaglio delle tappe percorse, i monumenti da non perdere lungo ogni tratto, i paesaggi da fotografare e qualche informazione tecnica.

Da Priverno-Fossanova a Terracina

Si parte dalla meravigliosa Abbazia di Fossanova per giungere nel centro storico di Terracina. Il percorso non presenta particolari difficoltà e per buona parte si cammina sull’asfalto delle strade secondarie di campagna. Pochi km dopo l’Abbazia di Fossanova si incontrano il fiume Amaseno e dei campi coltivati, più avanti compaiono terreni con ulivi secolari sovrastati dalle morbide vette dei Monti Ausoni.

A qualche km dall’arrivo il tempo non ci assiste più, la pioggia diventa incessante e non mancano le strade allagate. All’arrivo davanti alla Cattedrale di San Cesario a Terracina il sole torna a splendere forte in cielo e la soddisfazione per aver portato a termine la prima missione è immensa!

Lunghezza: 20.6 km, difficoltà a piedi: media

Abbazia di Fossanova a Priverno
il profilo del Monte Circeo in lontananza

Da Terracina a Fondi (via Monte S.Biagio)

Il punto di partenza è la cattedrale di San Cesario nel centro storico di Terracina, la destinazione è Piazza Unità d’Italia a Fondi. La tappa non è particolarmente lunga, ma dopo qualche km dall’inizio del percorso bisogna attraversare una parte collinare non semplice, soprattutto se affrontata con il caldo dei mesi estivi. Già a metà strada, però, la vista ricompensa la fatica: non solo mare, ma anche il Lago di Fondi e l’intera piana.

Si scende fino alla frazione di Vallemarina in prossimità della Torre dell’Epitaffio, che un tempo segnava il confine tra Stato Pontificio e Regno delle Due Sicilie. Bisognerà percorrere un breve tratto di Appia prima di imboccare Via dei Bufalari, una parallela che conduce fino al centro di Monte S.Biagio.

Da qui si continua fino all’Abbazia di San Magno, una delle sorprese più belle per viandanti e pellegrini in cammino. Si respira un’atmosfera di pace e compostezza, Don Francesco ha reso questo posto un accogliente rifugio per chiunque sia di passaggio o voglia fermarsi più tempo a meditare.

Mancano pochi km per giungere nel centro storico: la città di Fondi si rivela una piacevole scoperta per tutti, con il suo castello baronale, il Palazzo Caetani, le sue chiese, i vicoli, le mura megalitiche ed il quartiere ebraico.

Lunghezza: 22.8 km, difficoltà a piedi: media

vista panoramica sul Lago di Fondi

Da Fondi a Formia (via Itri e Gaeta)

Si riparte dal Castello baronale di Fondi per giungere nei pressi del Municipio di Formia. La tappa è piuttosto lunga e sono previste due soste intermedie, ad Itri e a Gaeta. Il primo tratto da percorrere è sulla Via Appia, dove bisogna prestare particolare attenzione alle auto che procedono a velocità sostenuta.

Si arriva, quindi, sull’Antica Via Appia, dove con forte emozione si calpesta un tratto di basolato originale. Lungo il percorso si cammina nelle gole di Sant’Andrea, si incontrano i ruderi di un forte borbonico e si possono ammirare gli antichi cippi miliari di confine. Si intravedono piante di ulivo: la cultivar itrana è una qualità molto pregiata, e dal 2010 l’olio che se ne ricava ha ottenuto la denominazione di origine protetta.

All’arrivo nel comune di Itri, spicca nel profilo del borgo un castello, simbolo della città.

Ci si allontana da Itri salendo su strade secondarie asfaltate, il percorso con il sole forte può rivelarsi stancante, ma i colori e gli odori della vegetazione sulle colline allietano il tragitto, così come la vista mare che spunta in lontananza.

A Gaeta, antica città marinara, tutto è legato al mare: le chiese mediterranee, l’odore di salsedine tra i vicoli, il vento che muove i panni stesi al sole sui balconi. Anche il resto del tragitto fino a Formia riempie gli occhi di blu. Nelle giornate di cielo terso, da qui, è persino visibile il Vesuvio. Il simbolo della città è Torre Mola, parte di un’antica cinta muraria costruita dagli Angiò per proteggere Gaeta.

Lunghezza: 36 km, difficoltà a piedi: media

camminatori sull’Antica Via Appia
le colline tra Itri e Gaeta
il mare lungo la Via Francigena del Sud

Da Formia a Minturno

Ultimo tratto di Via Francigena nel Lazio prima del confine con la Campania. Bastano pochi km per raggiungere Minturno dalla vicina Formia, ma prima è d’obbligo una sosta al porticciolo romano di Gianola, nel parco Riviera d’Ulisse. Nelle vicinanze, anche un altro sito archeologico: una torre quadrata posta su uno sperone roccioso panoramico, con vista mare.

Il percorso della Via Francigena nel Sud attraversa il lungomare di Scauri (frazione di Minturno) e poi costeggia la foce del Garigliano, fino ad arrivare all’area archeologica dell’antica Minturnae, che in epoca romana fu probabilmente una delle città più importanti.

Lunghezza: 20.2 km, difficoltà a piedi: media

porticciolo romano di Gianola
torre quadrata di Scauri
vista sul lungomare di Scauri
area archeologica di Minturnae

Sul blog trovate altri articoli sulla provincia di Latina e sulla Riviera di Ulisse, mentre il racconto di Road To Rome tappa dopo tappa potete seguirlo sul sito ufficiale delle Vie Francigene. I camminatori arriveranno a Santa Maria di Leuca il 18 ottobre, e nel frattempo potete consultare il calendario per unirvi a loro in qualche tappa.

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