vista New York da Top of the Rock
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Viaggio a New York: 10 motivi per amare la Grande Mela

Avevo 19 anni quando ho coronato il sogno di visitare la grande mela. Certo, avrei preferito vederla a Natale anziché girovagare in lungo e in largo con i quaranta gradi umidi di agosto, ma niente paura, gli americani con l’aria condizionata ci sanno fare (anche troppo). Durante il primo viaggio a New York ero rimasta stregata da ogni suo angolo; con il passare del tempo (e dei Paesi visitati) ho capito che invece proprio non faceva per me e che resta lontana dai miei canoni di città ideale, per tanti motivi. Però sono altrettanti quelli che me l’hanno fatta apprezzare e che la rendono davvero unica al mondo.

Le luci di Times Square

Ricordo ancora l’entusiasmo che provai mentre attraversavo Times Square da ogni lato, con lo sguardo perennemente rivolto verso l’alto per provare a darmi una risposta a svariate domande. Prima tra tutte, questa: se non ci fossero tutti quei monitor, o se spegnessero le luci, Times Square come apparirebbe? Sarebbe frequentata da milioni di turisti ogni anno? Credo proprio di no. Potevano riuscirci solo gli americani a creare un’icona internazionale di successo basata esclusivamente su dei cartelloni pubblicitari a led luminosi.

Viaggio a New York
Times Square

Le persone che non si fermano mai

Se ci si ferma un attimo in qualsiasi angolo di Times Square, si viene travolti in un baleno. È impossibile scattare una foto, è impossibile provare a raccogliere qualcosa a terra, è impossibile chiacchierare con un’amica a causa dell’inquinamento acustico. Credo che il concetto di metropoli passi attraverso tutte le persone che transitano in questo punto strategico della città. Turisti, lavoratori, artisti, mendicanti. C’è tutta l’umanità possibile, ma è un’umanità che si muove costantemente. New York è una metropoli in movimento.

I grattacieli dal ponte di Brooklyn

Tra i punti più belli in assoluto da fotografare c’è la vista dello skyline dal ponte più famoso d’America. Immortalarsi col ponte in sé è un’ impresa quasi impossibile per il gran numero di persone di passaggio (lo era già nove anni fa, figuriamoci adesso con l’aggravante di Instagram), meglio non provarci neanche. Allora ho ripiegato scattando mille foto all’architettura in stile scuola di Chicago, che all’epoca mi lasciava ancora a bocca aperta.

New York vista da Brooklyn
Vista dal Brooklyn Bridge

Central Park visto da Top of the Rock

Credo ci si renda conto dell’immensità di questo parco solo se lo si osserva dall’alto. Salire su Top of the Rock in sé fu un’esperienza stratosferica, vuoi per la vista, vuoi per l’ascensore che ti portava in cima in pochi secondi. Oggi ce ne sono a migliaia, ma nel 2011 era innovativo come sistema. Vedere quella distesa verde spuntare tra le tonnellate di cemento rende perfettamente l’idea di polmone verde indispensabile alla collettività. I newyorkesi hanno forse anticipato il concetto di città sostenibile regalando al mondo quest’idea di “mela verde” oggi ripresa un po’ ovunque.

Central Park da Top of the Rock
Central Park da Top of the Rock

Rockefeller Center

Ve l’ho già detto che avrei voluto vedere New York in inverno. Un po’ perché il caldo estivo è veramente insopportabile (in tutta la costa orientale), un po’ perché è cosa nota che questa città dia il meglio di sé a dicembre. Chi non adora l’immagine dei bimbi che – in ogni film di Natale – pattinano sul ghiaccio a Rockefeller sotto l’albero più invidiato al mondo? Passare qui davanti in pieno agosto non mi ha scaturito neanche un briciolo di emozione, però una foto l’ho scattata lo stesso! Ho un motivo per tornare, anche se credo proprio non sarà tra le mie priorità nel breve periodo.

Il mio viaggio a New York
Rockefeller Center

I colori di Canal Street

Cosa c’è di peggio della pioggia di agosto, con un’afa incredibile? A mio avviso, nulla. Eppure, ricordo benissimo che dal pullman guardavo fuori dal finestrino mentre attraversavamo una caotica ma stupefacente China Town. E ad un certo punto ho scorto quello che per me sarebbe stato uno degli angoli più belli di New York. Ed è ancora tutto mio, ben vivido nella mia mente. Forse sono la prima a parlarne. Mi ha colpito quella facciata così accesa che improvvisamente ha reso un semplice negozio di bricolage un raggio di sole tra la pioggia incessante.

New York China Town
Pearl Paint Canal Street nel quartiere di China Town

Il Moma

Oltre ad essere il museo stesso un capolavoro architettonico di inestimabile bellezza, e oltre ad essere il contenitore di tutte le opere preferite dagli amanti dell’arte moderna, ho capito per la prima volta che non per tutti i musei sei un criminale se provi a fotografare qualcosa. Potrei raccontarvi più di qualche aneddoto in cui la protagonista sono io, ed i miei aguzzini i custodi dei principali musei italiani. Il solo gesto di infilare le mani nella camera bag veniva punito con feroci occhiate. Al Moma, per la prima volta, scoprii un museo che lasciava fotografare qualsiasi cosa, pur rispettando la banale ed ovvia regola di tenere spento il flash.

Il profilo di New York

La prima cosa che vi viene in mente quando pensate a New York qual è? Credo sia la stessa per tutti: i grattacieli. Il suo profilo lo riconosceremmo tra quelli di altre mille metropoli. Non ci si può sbagliare: c’è l’Empire State Building, c’è il Chrysler Building (che resta il mio preferito), c’è la Beekman Tower che spicca dal Brooklyn Bridge e ora c’è la Freedom Tower (era in costruzione durante il mio viaggio a New York), nata per ricordare le torri gemelle e oggi il sesto grattacielo più alto al mondo. Insomma, da qualsiasi parte lo guardiate, saprete che quello skyline è di New York. E che non ha eguali.

Il mio viaggio a New York
Beekman Tower

Saint Patrick Cathedral che spunta tra i grattacieli

In molte capitali europee è cosa piuttosto comune vedere monumenti storici o chiese spuntare tra edifici moderni. A New York invece questo accade molto di rado, e tra le boutique, gli hotel e i grattacieli della Fifth Avenue si intravede, incastonata, la Cattedrale di San Patrizio in perfetto stile neogotico. In realtà la sua costruzione risale ad un tempo non così lontano, fu infatti consacrata solo nel 1879. Fu scelto quel luogo perché a Manhattan gli irlandesi erano una comunità molto numerosa.

St Patrick Cathedral New York
St Patrick Cathedral

Le limousine davanti all’Hotel Plaza e i taxi gialli

Non sono fan di certe americanate, però devo ammettere che è piuttosto curioso osservare i famosi taxi gialli, così come le limousine che sfrecciano per le strade della città. Davanti l’Hotel Plaza, di fronte lo storico Tiffany & Co., ce n’è sempre qualcuna parcheggiata. La florida industria cinematografica hollywoodiana ci ha abituato a certe cose che, quando siamo sul nostro divano, si vedono solo nei film. Ma basta farsi un giro a Manhattan per smentire l’assunto.

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