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Weekend a Palermo: cosa vedere in poco tempo

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itinerario per visitare Palermo in un weekend

Avete mai pensato di trascorrere qualche ora o un weekend a Palermo?

Il capoluogo siciliano ha davvero molto da offrire, dallo street food dei mercati e delle antiche botteghe, a teatri e musei, preziosi depositari del suo passato. Il cuore pulsante della città è Via Vittorio Emanuele con i Quattro Canti (centro esatto di Palermo) che delimitano i più importanti quartieri.

Nell’itinerario per visitare Palermo in un weekend o in poco più di un giorno non potranno mancare Piazza Pretoria con la Fontana della Vergogna, la Chiesa di Santa Caterina e i suoi tetti, la Chiesa di San Cataldo dallo stile arabeggiante e le cupole rosse, l’imponente cattedrale, Palazzo dei Normanni e la sua Cappella Palatina Patrimonio Unesco, un tour guidato al Teatro Massimo.

Veloci pause salate saranno all’insegna di arancine, crocché, panelle e pani câ meusa (il panino con la milza), mentre per i più golosi sarà difficile resistere alla tentazione di cannoli, cassate o di una fetta di torta Setteveli (è palermitano il pasticcere che l’ha ideata).

Lasciatevi travolgere dall’atmosfera che si respira nella città fulcro della multiforme cultura mediterranea.

Weekend a Palermo: info utili e cose da sapere

Palermo è magnifica, va capita e va vissuta.

Quinta città più popolosa d’Italia, conta quasi 700mila abitanti. È relativamente sicura, ma come in ogni metropoli, armarsi di buon senso non guasta. Bisogna sempre prestare attenzione alla microcriminalità ed evitare i vicoli stretti e bui del centro storico.

Palermo è piuttosto caotica perciò se avete in programma un tour della Sicilia con un’auto a noleggio, fareste meglio a non utilizzarla per qualche giorno una volta giunti in città. Piuttosto spostatevi in taxi, con i mezzi pubblici o a piedi.

L’aeroporto Falcone-Borsellino (ex Punta Raisi) è situato a meno di 30 km dal centro e si può raggiungere comodamente con treno, bus o taxi. È attivo anche un servizio di taxi sharing, soluzione smart che permette un significativo risparmio di tempo a prezzi contenuti.

Lungo il tragitto verso il centro di Palermo si incontra il monumento eretto in onore di Falcone e Borsellino: il primo, infatti, cadde vittima dell’attentato insieme a sua moglie e all’intera scorta proprio lungo questa strada, nei pressi di Capaci.

Cosa vedere a Palermo in un weekend: primo giorno

La città si può girare facilmente a piedi, ma ad ogni modo sarebbe opportuno alloggiare in centro, a pochi passi dalle principali attrazioni.

Via Vittorio Emanuele è l’asse principale: ai lati si trovano vie piene di negozi e ristoranti, ma anche i più importanti siti turistici.

Piazza Pretoria e la Fontana della Vergogna

È una delle piazze più maestose e famose di Palermo, situata a poche decine di metri dai Quattro Canti. A rubare la scena c’è Fontana Pretoria, realizzata interamente in marmo di Carrara. Si narra che le monache di clausura insediate nel vicinissimo Monastero di Santa Caterina fossero infastidite dalla nudità e dai dettagli perfettamente scolpiti delle statue (ecco perché più nota come Fontana della Vergogna, tanto da proferire una serie di atti vandalici ai danni dell’opera.

Chiesa e Monastero di Santa Caterina d’Alessandria

Una volta entrati, i vostri occhi resteranno incantati dalla sontuosità delle decorazioni, in perfetta armonia con l’apparato architettonico. Il momento più atteso coincide con la visita ai tetti affacciati su Palermo: da qui si intravedono il mare e l’orizzonte.

Prima di concludere la visita al complesso è d’obbligo fare un salto nell’antica pasticceria del Monastero, dove vengono ancora preparati i più famosi dolci tipici siciliani con le ricette tradizionali. In tutta la regione, la pasticceria conventuale è ancora parte integrante della cultura gastronomica e questo luogo tutto da scoprire ne è la più autentica testimonianza.

Chiesa di San Cataldo

A dispetto dell’architettura arabeggiante, la Chiesa di San Cataldo in Piazza Bellini è un famoso luogo di culto cattolico sulla cui sommità si distinguono, a contrasto con i colori della facciata, tre piccole cupole rosse.

Spesso la Chiesa di San Cataldo, per il suo aspetto inconfondibile, è raffigurata sulle cartoline della città.

I Quattro Canti

Si tratta di una piazza ottagonale (chiamata anche Teatro del Sole o Piazza Villena) nel vero cuore di Palermo. Si trova, infatti, esattamente all’incrocio tra i due principali assi viari: Via Maqueda e Via Vittorio Emanuele (anticamente Il Cassaro).

Nei quattro apparati decorativi dell’incrocio si distinguono vari livelli: sulla parte inferiore sono scolpite fontane che rappresentano i quattro fiumi dell’antica città; sul livello successivo l’allegoria delle quattro stagioni, poi le statue di quattro re e infine, sul livello superiore, le statue delle quattro sante palermitane (prima che Santa Rosalia divenisse la patrona).

Cattedrale di Palermo

La Cattedrale di Palermo fa parte del sito seriale Palermo arabo-normanna e Cattedrali di Cefalù e Monreale, Patrimonio dell’Unesco dal 2015.

L’affascinante stile arabo-normanno si riconosce facilmente dai dettagli sulla facciata e sulle colonne, che addirittura conservano ancora delle incisioni in arabo.

All’interno della Cattedrale si trova la Cappella di Santa Rosalia, patrona di Palermo, che custodisce il corpo della santa.

L’ingresso al sito comprende la visita ai tetti, con una vista ravvicinata sulla maestosa cupola.

Teatro Massimo

Per raggiungere il Teatro Massimo bisogna spostarsi dall’asse di Via Vittorio Emanuele a quello di Via Maqueda. All’altezza di Piazza Verdi i vostri occhi non potranno far altro che girarsi ad ammirare l’imponente Teatro Massimo, il terzo più grande d’Europa dopo l’Opera Garnier di Parigi e l’Opera di Vienna.

Con il prezzo del biglietto è sempre inclusa una visita guidata dell’intero edificio, da platea e galleria fino alla Sala pompeiana (o stanza dell’eco), dove il riverbero prodotto mentre si parla aumenta man mano che ci si avvicina al centro.

Cosa vedere a Palermo in un weekend: secondo giorno

Palazzo dei Normanni e Cappella Palatina

Non può certo mancare all’appello il sito più famoso del capoluogo siciliano, Palazzo dei Normanni con la Cappella Palatina situata al suo interno, patrimonio dell’Unesco dal 2015 (parte dello stesso sito seriale a cui appartiene la Cattedrale).

Si tratta della più antica residenza reale d’Europa, oggi sede dell’Assemblea regionale di Sicilia. Al primo piano del palazzo si trova la Cappella Palatina in stile visibilmente normanno-bizantino. Le pareti sono interamente coperte di mosaici dorati che rappresentano alcune scene del Vecchio e Nuovo Testamento, e i sorprendenti soffitti della navata principale sono intagliati in legno.

Mercato di Ballarò

Dopo un’immersione totalizzante nella bellezza della Cappella Palatina, si entra nel vivo della città contemporanea tra i colori e i profumi di Ballarò, il più famoso mercato storico di Palermo. Più simile ad un suk arabo che ad un mercato europeo, è il luogo ideale per assaporare le più autentiche tradizioni palermitane di una volta. Si trova di tutto, dalla frutta alla verdura al pesce e alla carne, ma soprattutto si può provare il tipico street food siciliano dagli ambulanti.

I murales nel quartiere Kalsa

Dopo un giro al mercato si può fare un salto ai murales della Kalsa, tornando verso il principale asse viario e i primi luoghi visitati (come piazza Pretoria e piazza Bellini).

Weekend a Palermo: cosa assaggiare assolutamente e dove mangiare

A chi si reca a Palermo per la prima volta sarà vietato non provare il pani meusa dell’Antica Focacceria San Francesco, così come i suoi anelletti al forno, oppure pane e panelle.

Per una cena più ricercata, a base di prodotti freschi, locali e ricette della tradizione rivisitate si può prenotare alla Taverna dei Canti.

Se invece si vuol provare la vera cucina popolare, Osteria Buatta non può che essere il posto da scegliere.

Weekend a Palermo: dove dormire

È consigliabile alloggiare nel centro storico, nei pressi di Via Vittorio Emanuele o Via Maqueda. Il B&B Santa Caterina si trova di fronte la Chiesa di San Matteo, in adiacenza a quelle che un tempo erano le camere delle monache di clausura del monastero. Ad accogliervi la signora Laura Mollica, una cantante di musica popolare siciliana, suo marito e Giufà, un docile cagnolino che porta il nome del birbante protagonista delle fiabe della tradizione giudaico-siciliana.

Gli arredi degli spazi comuni e delle camere sono molto curati. Solo un corridoio e una parete in pietra separano il B&B dall’antico monastero. Prima del corridoio, un piccolo teatro privato che affaccia su San Matteo, così come tutte le camere.

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